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Le Rocche

Fondali marini diventati colline, scavate da Belzebù in una sola notte.

Il monolocale

capacita 2+2 under 12
cucina Cucina attrezzata
letto 140×190
letto Letto a castello
bagno Bagno con doccia
piano Piano primo
colazione Colazione gratuita
wifi Aria condizionata
wifi Wi-Fi gratuito
wifi Grande vetrata

Soggiorno minimo: 3 notti (7 notti in estate, da sabato a sabato). 34 mq con soppalco.
Letto 140×190 sul soppalco. Letto a castello 2×80×190, configurabile come 2 singoli affiancati.
Riscaldamento a pavimento. Smart TV. Zanzariere. Pulizia settimanale inclusa. Opzione 3 adulti + 1 bambino under 12.

Il monolocale con soppalco Le Rocche nel Roero è al primo piano. Il letto 140×190 è sul soppalco, il letto a castello al piano può essere configurato come due singoli affiancati.
La grande vetrata con porta finestra si affaccia sul cortile. Nelle belle giornate la vista spazia fino alle Langhe. Per i pasti all’aperto, i tavoli sotto il porticato al piano del cortile sono a disposizione di tutti gli ospiti.

divisore Le Rocche

Le Rocche del Roero

Le voragini del Roero non sono opera della natura, o almeno così dice la leggenda. Qualcuno le ha scavate nel buio della notte.

Profonde voragini dalle pareti sabbiose si aprono d’improvviso tra le dolci colline del Roero: sono le Rocche, un fenomeno geologico di erosione risalente all’epoca glaciale. La dorsale si estende per circa 32 chilometri e attraversa otto paesi sorti sulla sua sommità, da Pocapaglia fino a Cisterna d’Asti.

I terreni che formano la fascia delle Rocche sono composti da marne e argille depositate quando buona parte del Roero era sommersa dal Mar Mediterraneo: ancora oggi è facile scorgere reperti fossili di pesci, conchiglie, ricci e vegetazione marittima in quelli che un tempo erano fondali marini.

Il fenomeno che ha determinato la formazione delle Rocche è conosciuto come “cattura del Tanaro”: circa 200.000 anni fa il corso del Tanaro fu deviato dall’arretramento di testata di un altro corso d’acqua. Tutti gli affluenti si adattarono alle nuove condizioni idrografiche e i piccoli corsi d’acqua del Roero cominciarono ad arretrare verso il nuovo letto del Tanaro, segnando con profonde voragini i terreni sabbiosi dell’Astigiano.

Le Rocche, per il loro aspetto selvaggio e ostile, hanno da sempre influenzato l’immaginario collettivo e sono spesso associate a storie di demoni e masche. Secondo la leggenda, sono state create da Belzebù in persona nel corso di una sola notte.

Si narra che i feudatari locali avessero invocato il diavolo per creare una poderosa roccaforte difensiva. Belzebù accettò in cambio delle anime dei morti in battaglia, si recò nei paesi delle Rocche con una colossale vanga e cominciò a scavare con palate gigantesche. In questo modo creò una barriera insormontabile per i nemici, lasciandosi alle spalle un paesaggio selvaggio e inospitale.

Nei borghi di sommità si può notare come questo fenomeno geologico in continua evoluzione influenzi la vita di tutti i giorni: a causa delle continue erosioni molte case sono oggi sull’orlo del burrone, e i paesi si reggono su un sottile equilibrio ambientale.

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